CONSONNO: “ALLA STREGUA
DI UN RAVE. GHOST TOWN?
FANTASMA ERA LA VIGILANZA”

las vegas consonno 2Egregio Direttore, era il 1968 quando le Prealpi lombarde e l’allora comune di Lecco risorsero, tramutandosi in città dei balocchi. Nato da un’idea del conte milanese Mario Bagno, che durante il boom economico decise di deturpare 300.000 mq di terreno e sfrattare i 230 residenti, per erigere la Las Vegas della Brianza: Consonno.

“A Consonno è sempre festa” citava e cita tutt’ora una delle tante insegne e difatti il conte tramutò un vasto terreno agricolo in movida. Il minareto che simboleggia il borgo, unito a alberghi, ristoranti, campi da calcio, un centro commerciale, campi da tennis, bocce e golf, perfino un luna park e lo zoo. Unica promessa non mantenuta fu quella della pista automobilistica.

Il conte regalò a Consonno gli anni d’oro, purtroppo la sua fine non tardò ad arrivare. Con una frana del 1977 da città dei balocchi Consonno divenne presto città fantasma.

Crisi, speculazioni edilizie, speranze invane, lotte intestine tra comuni limitrofi, disastri della natura e perfino il Capitano dj che promise la Città dei giovani hanno riassunto gli ultimi quarant’anni di sfacelo del borgo che fu.

consonno ghost town 2016 (28)Ora, oltre al prezioso lavoro degli ‘Amici di Consonno’, questo weekend è stata la volta dei riders per vivacizzare il borgo perduto. Peccato che a perdersi, non solo tra la fitta vegetazione, più o meno curata tra rovi e sterpaglie, siano stati anche gli stessi partecipanti.

1,3 km di pista da percorrere a bordo dei longboard e poi afterparty all’ombra del minareto. Peccato che non per tutti fosse il selciato il culmine dell’interesse, quanto piuttosto in molti si sono dimostrati maggiormente interessati ad altri tipi di piste o sostanze sintetiche.

Purtroppo non solo ginocchia e gomiti sbucciati, nonostante ciò gli oltre 70 riders presenti, si sono lanciati a tutta birra (e non solo) lungo la strada che tanto faticosamente il conte Bagno riuscì a concordare con il comune di Olginate. Una sorta di piccolo rave legalizzato, fosse anche per alcuni casi circoscritti, ma che comunque ha denigrato l’immagine del festival. Opportuna forse una maggiore sorveglianza da parte delle forze dell’ordine, considerati i precedenti?

Nella notte di sabato 18 oltretutto, si sono potute notare più autovetture discendere dalla frazione di Consonno e imboccare la strada provinciale per Colle Brianza, i cui passeggeri erano in evidente stato di ebrezza. Schiamazzi e ragazzi che si sporgevano interamente dai finestrini hanno macchiato negativamente quella che sarebbe potuta essere una bella occasione per sostenere Consonno. Per l’ennesima volta dobbiamo parlare di città allo sbando, anzi di sbandati.

Complice il maltempo, l’obiettivo di far risorgere il borgo del conte Bagno sembra sempre più lontano.

[Lettera firmata]

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